Ciao,

mi chiamo Tamara, ho 42 anni e sono mamma di due ragazzi: Mattia di 16 anni e Gaia di 12. La mia vita era felice… fino all’età dei miei 37 anni. E sì, nell’estate del 2011, mentre mi facevo la doccia, toccandomi mi sono sentita un nodulo vicino al capezzolo.

Lì per lì mi sono sentita morire. Non l’ho detto a nessuno e ogni sera mi toccavo con la speranza che non ci fosse più. Invece no.

Al mio rientro dal mare sono andata a farmi un’ecografia: il medico mi guarda e mi dice che mi avrebbe prescritto un ago spirato. In quel momento ho esclamato: “Oddio!”. Avevo perso mia cognata a maggio per un tumore al seno, ero terrorizzata e ho pensato ai miei bambini, a mio marito…
Poi grazie a una mia amica dottoressa, dal quel momento ho iniziato le mie cure, la mia battaglia contro Giacomino (come lo chiamavo io). All’inizio mi sembrava un sogno bruttissimo, ma il giorno della mia prima chemio ho capito che non era un sogno, era realtà. Una realtà che dovevo combattere e contro la quale dovevo reagire.

Mi sono comprata una parrucca, sembravano veri capelli. Mi sono messa le ciglia finte e ho pensato: “Sono pronta”. Dopo la prima chemio sono stata male ma ce l’ho fatta. Pensavo di avere l’influenza, ma la realtà l’ho scoperta poi sul cuscino… sul pavimento. I miei capelli, ovunque, che cominciavano a cadere. Allora ho preso il rasoio e mi sono rasata con le lacrime che non smettevano di scendere. Ho indossato la parrucca. I miei bimbi non se ne sono accorti subito: mentre mangiavo la mattina mi fissavano,  poi all’improvviso mio figlio mi dice: “Mamma, lo hai fatto?”. Io l’ho guardato e gli ho risposto: “Sì amore, ma stai sereno, non mi vedrai mai senza capelli”. Lui in silenzio mi fissava. Dio, che dolore che gli ho dato! Ogni volta che facevo una chemio cercavo di non farmi vedere che stavo male. Dopo 4 cicli arriva il giorno dell’intervento. Allora ho avuto veramente paura di non farcela. Di non averlo sconfitto, Giacomino.

Invece sì,  avevo vinto iooo! Dopo l’intervento, altre chemio e 25 radio. Ma ormai i capelli crescevano. Io mi sono trasformata, sono ingrassata ma non ho mai smesso di sorridere. Adesso sono passati 5 anni, faccio le mie visite, le mie cure, faccio volontariato nel mio reparto nell’Andos, porto un sorriso a chi ha paura.

E spero che sia passato e che non torni più, Giacomino.

hands

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